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Il futuro che non c'è stato: menhir e pericoli
Di Pietro (del 08/09/2008 @ 17:03:48, in Tech World, linkato 1958 volte)

In Sardegna sono frequenti i menhir di pietra, testimonianza archeologica di civiltà lontane migliaia di anni.
Su una statale, questa estate, mi sono imbattuto in un’altra testimonianza archeologica che, analogamente al menhir, svetta verso il cielo, infissa nel terreno.

La datazione è molto più recente: siamo tra il 1991d.c. e il 1995d.c. (una decina di anni fa).

Si tratta del vecchio gioiello tecnologico ideato dalla Magneti Marelli: il Securvia.

Magneti Marelli Securvia

Magneti Marelli Securvia

Ti compravi una scatoletta da montare in macchina (costo circa 250.000 lire) e quando ti avvicinavi a questi menhir ti si accendeva un cicalino e una lucetta che ti avvisava di pericoli imminenti.

Scriveva il Corriere della Sera nel 1993:

"Un bip. E un segnale luminoso. Dovrebbero bastare questi due accorgimenti ad avvertire discretamente l' automobilista di tener gli occhi aperti e guidare con prudenza. Gli impulsi? Arrivano dall' esterno: li inviano speciali trasmettitori strategicamente installati in prossimita' di incroci a rischio o di svolte pericolose, di code in autostrada o di ghiaccio su strade di montagna. Il dispositivo elettronico ideato dalla Magneti Marelli si chiama "Securvia": invia messaggi radio sulla frequenza 43 mhz a un ricevitore installato all' interno dell' auto, che avverte il guidatore del pericolo circa 300 metri prima. Su un display vicino allo specchietto compaiono, a seconda delle circostanze, sei diversi simboli: strada sdrucciolevole, attraversamento pedonale, pericolo generico, lavori in corso e code in direzione Nord e Ovest o Sud e Est. Oltre a quelli fissi, ci sono trasmettitori mobili che possono essere utili per segnalare pericoli temporanei come un cantiere; e veicolari, che possono essere installati su una vettura di servizio in caso, per esempio, di un incidente in autostrada."

L’idea naufragò piano piano, ma l’Italia è ancora piena di questi singolari menhir, che sarebbero poi stati affiancati dai confratelli del DECT.

L’errore era di strategia, probabilmente.
Oggi i navigatori satellitari ti avvisano per caso dei pericoli ?
No. 
Solo degli Autovelox.
L’automobilista medio italiano ha paura delle guardie che gli fanno la multa, non di schiantarsi in un punto pericoloso……


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