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Un gatto non lo compri. Anche se vai al negozio, tuttalpiù paghi un riscatto a quello che ce l`aveva prima di te.

Ascanio Celestini
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Pietro (del 23/03/2008 @ 14:30:53, in Pensieri sciolti, linkato 1237 volte)
A Pasqua si sgozza l'agnello e siamo tutti più buoni.
(Moreno, Pasqua 2008)
 
Di Pietro (del 21/03/2008 @ 12:08:44, in Pensieri sciolti, linkato 1182 volte)

Pipa

 

Un’interessante considerazione sulla valenza simbolica delle cose.
La pipa.
Nell’immaginario comune la pipa è legata al marinaio, al pastore, a chi vive una vita avventurosa o agreste. Ne deriva una visione bucolica e positiva.
Ma perchè la pipa è legata, nell’iconografia classica, al pastore e al marinaio ?
Semplice: il pastore e il marinaio erano poveri e la pipa era il fumo dei poveri.
I ricchi fumavano il sigaro che, oltre a essere costoso, non si può fumare tutto e se ne butta la parte finale.
I poveri, invece, fumavano la pipa che permette di usare completamente il tabacco e anche di riutilizzare, talvolta, proprio i mozziconi buttati dai ricchi.

Un po'  di info sulla pipa

 

 
Di Pietro (del 18/03/2008 @ 09:40:20, in Pensieri sciolti, linkato 1774 volte)

Vi ricordate il caro vecchio gettone del telefono ?

Gettone telefonico SIP

Anni fa, quando ancora giravano come moneta valida a tutti gli effetti (lire 200), mentre lavoravo in cassa in un supermercato (si, ho fatto anche questo, ahimè), un cliente mi paga con un gettone particolare, che ho conservato gelosamente come reliquia.
Era un gettone un po' strano, un po' diverso dagli altri:

 Gettone telefonico della TETI

Nientemeno che un gettone telefonico della vecchia TETI del 1945.

 

 
Di Pietro (del 17/03/2008 @ 14:38:23, in Pensieri sciolti, linkato 1202 volte)

Quoto dal sito della trasmissione Report di Milena Gabanelli uno stralcio di un discorso di Robert Kennedy nel 1968:

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.

(Robert Kennedy)

Sono passati 40 anni ma il modello è sempre lo stesso: il PIL continua a misurare la "qualità" della nostra vita.

Continuiamo a confondere le merci con i beni.

 

 
Di Pietro (del 26/02/2008 @ 11:03:07, in Pensieri sciolti, linkato 1701 volte)

A casa di mio fratello mi sono imbattuto in un paio di cimeli. L'elenco del telefono e le pagine gialle del 1969:

Pagine Gialle 1969/70
Elenco SIP 1969/70

L'elenco del telefono aveva la copertina rigida per metà e per metà "zigrinata" in modo da permettere di sfogliare l'elenco. Non la ricordavo assolutamente fatta così !
E l'acronimo SIP declinato come "Società Italiana per l'esercizio telefonico" (ho passato anni a chiedermi perchè SIP e non SIPET, per poi scoprire che in realtà SIP era Società Idroelettrica Piemontese).
E' impressionante come due oggetti ritenuti abitualmente senza alcun valore possano assumere una valenza completamente nuova e diversa dopo molti anni.

Sfogliandoli trovi delle vecchie pubblicità che avevi dimenticato:

 Permaflex 1970

e altre pruriginose rimembranze....

il dottor Monaco e Tony Ponzi...wow !

E poi ci trovi anche qualcuno caro che allora c'era e oggi non c'è più:

Zio Enrico

 

 
Di Pietro (del 23/01/2008 @ 15:41:32, in Pensieri sciolti, linkato 1374 volte)

La luna è in cielo,
davanti a tutti.
Sembra di poterla toccare.
Ma a volte c'è davanti un filo spinato.
E non resta che guardarla.

Moon

 
Di Pietro (del 15/01/2008 @ 11:44:06, in Pensieri sciolti, linkato 1787 volte)

Mi sono imbattuto in questa foto su un blog (http://danilo-pasquali.blogspot.com/):

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Penso a questo meraviglioso film del 1970, di Elio Petri, con un fantastico Gian Maria Volontè (Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto).

Oggi chi avrebbe il coraggio di fare un film così ? Di produrlo ?

Oggi abbiamo solo rappresentazioni buonistiche delle forze dell'ordine negli sceneggiati melensi che ci propina la tv.

Tristezza.

 

 
Di Pietro (del 07/01/2008 @ 23:43:08, in Pensieri sciolti, linkato 1161 volte)
"Non barattare mai i tuoi sogni per la realtà.
Mai
."

 
Di Pietro (del 02/11/2007 @ 09:01:47, in Pensieri sciolti, linkato 1410 volte)

Da sempre il mondo si chiede quale sia il senso delle piramidi egiziane.
Sono state fatte le teorie più disparate: alieni, civiltà superiori, misteri cabalistici.
Oggi credo di aver trovato una spiegazione davvero inquietante.

Le piramidi della piana di Giza

Analizziamo le piramidi da un punto di vista terreno e pragmatico.

Sono un’opera immensa, costosissima e sovradimensionata per il proprio scopo pratico: in fin dei conti sono delle tombe.
Vere e proprie cattedrali nel deserto (letteralmente).
Pensate come inviolabili, sono invece state più volte profanate nel corso dei millenni dimostrando quindi l’inutilità anche dal punto di vista difensivo.

Insomma: un’esigenza modesta (una sepoltura) ha trovato applicazione in un dispendio mostruoso di risorse con risultati monumentali ma inutili e fini a se stessi.

Ecco il segreto delle piramidi: le multinazionali della consulenza aziendale esistevano già migliaia di anni fa e i loro adepti incravattati si aggiravano per la piana di Giza con un laptop di argilla in mano, al soldo del faraone

 
Di Pietro (del 04/10/2007 @ 09:15:19, in Pensieri sciolti, linkato 1201 volte)
In questi giorni si sta animando il dibattito sulla legge Gozzini dopo l’arresto dell’ex BR Piancone che era in libertà grazie alla suddetta legge.
La discussione mi ricorda, sinistramente, quella che si sviluppò tempo fa quando venne avanzata la sciagurata idea di abolire l’articolo 18 che prevede la “giusta causa” per il licenziamento dei lavoratori dipendenti.
Oggi, come allora, si confondono due cose distinte:
 
1)      Il principio
2)      La sua applicazione pratica
 
Il principio vuole che ci sia una “giusta causa” per licenziare un dipendente: è assolutamente sacrosanto e in una società civile ed evoluta deve essere la collettività che garantisce il singolo contro abusi e arbitri del datore di lavoro
 
L’applicazione pratica purtroppo, invece, è fumosa e troppo arbitraria. Non è affatto infrequente che dipendenti licenziati per aver commesso reati o infrazioni gravi siano poi reintegrati a seguito di discutibili sentenze giudiziarie.
 
Per la Gozzini è la stessa cosa: assolutamente condivisibile il principio per cui la società debba offrire una strada di reinserimento costruttivo a chi si è macchiato di uno o più crimini, molto più discutibili e arbitrarie, invece, le applicazioni pratiche.
 
All’epoca dell’articolo 18 non ho sentito nessuno che facesse notare questa distinzione, a mio parere logica e lineare.
 
Sorge il sospetto, quindi, che si strumentalizzino le applicazione pratiche di casi particolari per abbattere alcuni principi faticosamente guadagnati e realizzati dalla democrazia nella sua migliore espressione.
 
Incominciamo a mettere chiare regole per l’applicazione delle leggi invece di eliminare le leggi che possono migliorare la nostra vita. Lo so, è più difficile, ma proviamoci. Una volta tanto con onestà intellettuale.
 
 
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